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Unità Pastorale Campobello di Mazara
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Rotocalco.dell'unità.pastorale.num.5.anno2.del.08.05.2022

L'ottavo giorno > Anno 2
Domenica 8 Maggio 2022


Primo momento di accoglienza alla famiglia ucraina,
ospite nei locali della canonica di San Giovanni Battista

In Questo numero
  1. La riapertura al culto della parrocchia Maria SS. di Fatima. Il saluto del parroco
  2. <<Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?>> (Mc14,14)
  3. Venerdì Santo.
    Di nuovo in cammino con Gesù e Maria
  4. Il seminarista Daniele La Porta "accolito". Il saluto della segreteria del consiglio pastorale
  5. Un prete influencer a Mazara. Le sensazioni di un incontro inaspettato
  6. Ucraina. Quel giorno di un desolante risveglio
  7. La nostra prima confessione
  8. Torretta Granitola. Raccolta delle fave
  9. Nuove famiglie
  10. Mese mariano
  11. Rubrica: Voce alle Famiglie
  12. Rubrica: Franciscus Papa

1.La riapertura al culto della parrocchia Maria SS. di Fatima. Il saluto del parroco


Domenica 3 aprile si è ritornati a celebrare l'Eucaristia alla parrocchia Maria SS di Fatima. Il parroco, dopo aver salutato il vescovo mons. Domenico Mogavero, le autorità civili e militari, i tecnici che hanno curato il progetto di ristrutturazione e le associazioni presenti, si è rivolto alla Vergine Maria con una preghiera.

Alla Nostra Signora di Fatima ci rivolgiamo
O Maria, Madre della Parola,
tu che hai aperto il cuore all'annuncio dell'Angelo
custodisci oggi la chiesa nel compito missionario,
crea nuove comunità sinodali che,
nell'ascolto fedele della Parola di Dio,
si lascino abitare dal dono dello Spirito.
Tu, che nel tuo grembo di madre
hai fatto spazio alla carne del Verbo,
donaci comunità feconde,
generate dalla croce di Cristo
e radicate nel mistero della pasqua del tuo Figlio.
Tu che sei madre dei redenti;
Tu che sei la discepola pienamente abitata dalla Parola
e consegnata al mistero,
difendi la chiesa dai suoi nemici e dagli assalti del Maligno.
Tu che sei via e dimora del Verbo incarnato;
Tu che abiti le vie della Chiesa;
Tu che sei piena recettività dell'amore di Dio,
insegnaci a lasciarci sospingere dalla Parola
che traccia indelebile i solchi della storia,
nella carne degli innocenti e nelle speranze degli uomini.
O Madre cara,
donaci la sapienza del cuore
affinché in ogni avvenimento riconosciamo
il Kairòs della salvezza e la parola-Dabar svelata ai nostri cuori;
luce nuova che dischiude mirabilmente
il pellegrinaggio celeste al popolo dei redenti.
O Maria,
non permettere che ci lasciamo disorientare dalle avversità
e dagli inganni del demonio;
donaci la grazia della conversione.
O santa Madre di Dio,
sul quadrante della storia si ripresentano tempi difficili.
O Nostra Signore di Fatima,
fa' che davanti alle attuali prove che attraversa l'umana famiglia,
la pandemia, la crisi economica, la crisi climatica;
le guerre, in particolare l'invasione della Russia contro l'Ucraina,
nessuno si lasci travolgere da questi nefasti avvenimenti;
ogni uomo e ogni donna tendano l'orecchio all'annuncio di pace,
che viene dal tuo Cuore Immacolato,
o dolce Regina della Pace.
O Maria,
invoca per noi il dono dell'umiltà e del discernimento,
affinché liberi da ogni peccato vinciamo ogni paura
e rifuggiamo da ogni atteggiamento di ipocrisia e ribellione,
scoraggiamento o giudizio.
Guarda o Madre di Dio questa umanità
che non ritrova oggi la via della pace e della vita.
O Madre cara,
risuonino in questa assemblea le tue parole a Fatima:
"Il mio cuore immacolato trionferà".

                                       L'arciprete Don Nicola Marcello Patti




2.<<Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?>> (Mc14,14)

«Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto che culmina nella domenica di Pasqua» con queste parole la liturgia dell’Epifania ci comunica la data della Pasqua annuale.
Il Triduo Pasquale ha il suo preludio nella celebrazione della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo. Celebrazione, quest’ultima, che si conclude con la reposizione in forma solenne dell’Eucarestia, presso l’altare della reposizione, che servirà per la comunione il Venerdì Santo.
Ogni anno la nostra comunità, la sera del Giovedì Santo, si ferma in preghiera e in adorazione comunitaria presso l’altare della reposizione. È la nostra risposta all’invito di Gesù: «Restate qui, e vegliate con me» (Mt 26,38b).
Quest’anno la nostra comunità, ispirandosi al brano del Vangelo secondo Marco (Mc14,12-16), ha voluto riprodurre quella «grande stanza al piano superiore, ben arredata» in cui il Signore ha cenato con i suoi prima della sua passione, morte e risurrezione.
Questa «stanza» non è una comune sala da pranzo, ma nella Scrittura ha il suo rimando, nel libro del Cantico dei Cantici al capitolo 3, al talamo nuziale, all’amore sponsale. L’ultima cena di Gesù è una sorta di celebrazione nuziale: è un patto coniugale non solo tra Cristo e i discepoli, ma tra lui e tutta la Chiesa.
Per rendere questa “stanza” bella e ben arredata si sono messi i tappeti a terra; inoltre, come ricorda il testo evangelico, essa era pronta per celebrare la festa di Pesach e pertanto si è aggiunta una tavola imbandita di tutte quelle pietanze che ricordano l’amore di Dio verso il Popolo di Israele, lungo il tempo del suo esodo.
Su questa tavola abbiamo trovato: il pane azzimo, cioè non lievitato, il quale ricorda l’incalzare dei fatti che hanno preceduto la fuga del popolo eletto dall’Egitto che, tra le varie incertezze, non lasciavano il tempo necessario di far lievitare il pane; la zampa di agnello simbolo del sacrificio pasquale compiuto dal popolo che si accingeva ad uscire dalla schiavitù; le erbe amare che ricordano l’amarezza patita dagli Ebrei sotto il dominio del faraone; il charoset, un impasto dolce di colore scuro che ricorda la malta che gli Ebrei schiavi erano costretti ad impastare per fabbricare i mattoni; infine l’uovo sodo simbolo della potenzialità della vita.
Certamente questa stanza non si limita ad un luogo fisico ma rimanda al nostro cuore, preparata da Gesù stesso fin dal principio e arredata con quanto ci portiamo dentro. In questa stanza Dio vuole prendere dimora.
Solo facendo entrare Dio nel nostro cuore possiamo anche noi, come lui, farci pane spezzato per il mondo donando quell’Amore gratuito di cui siamo stati invasi.

Daniele La Porta

3.Venerdì Santo.
Di nuovo in cammino con Gesù e Maria

Dopo due anni di pausa a causa delle restrizioni per il covid, quest’anno abbiamo ripreso la processione del Venerdì Santo.

La morte di Gesù, la croce, è l’evento che cambia la nostra storia: è la sofferenza dell'innocente che si consegna al dolore per amore . E in questi anni ne stiamo facendo esperienza con la pandemia: quanti morti innocenti. In tante circostanze ci ritroviamo davanti a quella Croce che sconvolge l’esistenza: quando incontriamo il pianto di una madre, quando ci ritroviamo impotenti davanti alla malattia.
Tuttavia in quei fatti di morte la vita può sempre ricominciare in modo nuovo. Quest’anno poter riprendere la processione di Gesù Morto e di Maria addolorata, la sera del venerdì Santo, ha suscitato in me grande emozione.
La partecipazione di adulti e bambini, le donne e gli uomini che portavano i due simulacri per le vie del paese, hanno fatto respirare quella spiritualità tanto attesa, un’occasione di raccoglimento, di preghiera e di meditare della passione del Signore.
Fin dall'uscita della processione, che si incamminava per le vie del paese, in tanti abbiamo respirato un anelito di speranza.
Durante il percorso sono stati tanti i momenti di riflessione, momenti intensi che hanno permesso di vedere nella Croce di Gesù tutte le croci del mondo, le guerre, specialmente quella in Ucraina, i mali e i dolori, le debolezze, le ipocrisie, le promesse infrante, i rifiuti, le umiliazioni, gli abbandoni, l’ingiustizia, l’odio, la solitudine, le violenze, i tradimenti e tutto ciò che affligge il mondo di oggi.
Un ringraziamento al nostro sacerdote Don Nicola Patti che ha permesso che ciò si realizzasse, a tutta la comunità parrocchiale che ha partecipato con enfasi e al nostro carissimo seminarista Daniele La Porta che ci ha indicato, nella liturgia, un momento particolare, con un lume ai piedi della vergine Maria addolorata.

Agata Calandro

4.Il seminarista Daniele La Porta "accolito". Il saluto della segreteria del consiglio pastorale


Rivolgo un caro saluto al nostro vescovo Mons. Domenico Mogavero, ai superiori il rettore del seminario arcivescovile di Palermo don Silvio Isgrò e a don Davide Chirco. Un caro saluto a voi familiari e amici di Daniele.
Ecc. Rev.ma oggi, nella domenica della Divina misericordia, lei presiede l'Eucaristia in questa chiesa madre "Santa Maria al Presepe".
La celebrazione di oggi riveste un particolare significato ecclesiale, tant'è che il Seminarista Daniele La Porta, della comunità parrocchiale di San Francesco di Paola di Castelvetrano, riceve il ministero dell’Accolitato.
Una tappa che ha come meta il dono del sacerdozio. Un evento di grazia che rallegra la nostra Comunità diocesana. Il Signore continua a suscitare vocazioni sacerdotali, segno di speranza per il popolo santo di Dio.
Carissimo Daniele, ci siamo molto rallegrati quest'anno per la tua presenza  nella nostra comunità, sei stato segno vivo e gioioso di Cristo.

Hai partecipato attivamente ai momenti dell'anno liturgico e a vari servizi dell'attività pastorale.
Ti sei dedicato alla catechesi dei ragazzi.
Sei stato presente con i bambini, soprattutto la domenica, e li hai guidati nel servizio alla liturgia.
Hai partecipato agli incontri con le famiglie, punto nevralgico degli orientamenti pastorali diocesani per l'iniziazione cristiana dei fanciulli.
Hai condiviso con noi il pane della Parola, guidando alcuni incontri della lectio divina settimanale.
Feconda la tua presenza  al centro di ascolto Caritas attraverso un momento di catechesi alle famiglie degli indigenti nel periodo di avvento, sostando davanti al presepe sinodale, cosi come indicava papa Francesco.
Arricchente la tua presenza per la preparazione al Triduo pasquale e i tuoi suggerimenti nell'allestire l'altare della reposizione.
Qualche giorno fa abbiamo condiviso l'esperienza fraterna dell'accoglienza di Julia, Elena, Anna e Alex, la famiglia dell'ucraina accolta in parrocchia, qui presenti, a cui esprimiamo ancora il nostro affetto fraterno e la nostra piena solidarietà.
Grazie per aver abitato concretamente il cammino della comunità.
ACCOLITO, compagno di viaggio. Anche noi volentieri ci siamo fatti tuoi compagni di viaggio in questo tratto del tuo cammino.
A te caro Daniele i nostri migliori auguri, da parte di don Nicola, delle associazioni parrocchiali e di tutta la comunità dell'unità pastorale. Auguri avvalorati dal nostro più sincero affetto e dalla preghiera.
Ti auguriamo che il servizio all’Altare possa conformarti sempre più a Cristo Crocifisso, per diventare tu stesso pane spezzato per i fratelli.

Che il tuo cuore sia sempre rapito dall'amore per Cristo, così come canta il Cantico dei Cantici, libro a te tanto caro:"Trascinami con te, corriamo" (cap 1,4).
Buon cammino caro Daniele, in questa corsa d'amore con Dio.

Rossella Leone

5.Un prete influencer a Mazara. Le sensazioni di un incontro inaspettato

Non ero mai stata ad un incontro con tutti i giovani della diocesi di Mazara del Vallo e non pensavo potesse essere così spassoso ma allo stesso tempo interessante e ricco di spunti di riflessione.
Ci sono andata per curiosità  e perché tutti mi dicevano che don Alberto Ravagnani è troppo forte e ci sa fare con i ragazzi.
Mi avevano fatto vedere anche dei video e volevo sentire personalmente cosa avrebbe detto.
È stato incredibile come don Alberto ha saputo trattare, attraverso il Vangelo, con estrema facilità e chiarezza per noi ragazzi, temi come la felicità e la salvezza, riuscendo a coinvolgere tutti i presenti.
Tutti noi abbiamo delle ferite che ci fanno allontanare da Gesù o possiamo incontrare qualcuno che sta soffrendo.
Gesù alla domanda su come possiamo essere felici risponde con esempi concreti che ci invitano a guardarci intorno e scoprire chi ci sta accanto perché insieme possiamo affrontare le brutte esperienze che ci capitano.
Eravamo in pochi dalla nostra parrocchia ma spero che ad una prossima iniziativa si possa partecipare con un gruppo più numeroso.

Matilde Luppino

6.Ucraina. Quel giorno di un desolante risveglio

I bambini del catechismo danno il benvenuto alla famiglia ucraina

Ciao a tutti, mi chiamo Julia, vengo dall'Ucraina.​ Voglio condividere con voi la mia storia.
Odessa.​ Un giorno, ti svegli la mattina e scopri che tutto è cambiato improvvisamente nella tua città.​ Non puoi più vivere la stessa vita…
La guerra.​ Faccio fatica a credere, ma questa è la nostra realtà, oggi.
Per un mese abbiamo vissuto nel costante stress e paura per la nostra incolumità e la vita di parenti e amici; alla fine abbiamo deciso di evacuare.
Allevo cani di razza maltese. Nel fuggire da Odessa una delle difficoltà è stata quella di non abbandonare i cani.
Una mia amica di facebook, anch’essa allevatrice di cani di razza maltese, Graziella, di Mazara del Vallo, mi ha invitato a venire in Italia.​ E così parte della mia famiglia (mia mamma, mia sorella, mio nipote e alcuni cani) è approdata a Mazara qualche settimana fa.
Per qualche tempo siamo stati ospiti da Graziella.
Successivamente, insieme ai cani, siamo stati ricevuti dalla Chiesa cattolica, nella città di Campobello di Mazara.
Siamo stati accolti molto bene, ci hanno dato cibo, alloggi e le cose necessarie.
Qualche giorno fa, siamo stati molto lieti nel fare un tour con i parrocchiani, organizzato dalla fondazione “San Vito Onlus”. Abbiamo visitato Segesta, Castellammare del Golfo e Scopello.​ Bei posti, nuove emozioni, nuovi amici.​ Tutto ciò ci distrae un pò dalla nostra drammatica realtà e ci dà molte emozioni positive.
Tante persone affettuosissime e attente ci vengono a trovare giornalmente in parrocchia.​ Sinceramente non smetto mai di essere sorpresa di quanto la gente non sia affatto indifferente davanti ai terribili eventi che stanno accadendo ora nel nostra nazione. Ho notato che in tanti pregano per la pace.​ Abbiamo molto da imparare da queste persone.
Noto che la gente non ha alcuna forma di pregiudizi davanti a questi fatti e desiderano davvero aiutarci. Dal fondo dei loro cuori cercano di fare il meglio per noi, per quanto possono.
Che Dio benedica tutte le persone che oggi incontriamo nella nostra vita, in questa pagina così difficile del nostro cammino.

Julia

La corale Semì Luppino a cena con i nostri ospiti


Tour a Castellamare con gli assistiti della Caritas
a cura della "San Vito Onlus"


In visita ai templi di Selinunte col parroco


Alex con don Nicola



Alex trova un granchio nella spiaggia di Tre Fontane


A cena con l'associazione Ghandi e il sindaco G. Castiglione


Giuseppina Crupi accompagna Julia all'Asp Veterinaria di Castelvetrano per un controllo sanitario dei cuccioli.
Si ringraziano il dott. Manuel Buongiorno e il dott. Melchiorre Curseri
per la cortese disponibilità.



Dal dott. Vincenzo Lupo per l'ecografia ai cuccioli in gravidanza.
Lo ringraziamo per la particolare sensibilità ai nostri ospiti.




Momento di convivialità dell'Azione Cattolica con i nostri amici ucraini




Momento conviviale nel salone parrocchiale con le coppie del corso matrimoniale


7.La nostra prima confessione

Giovedì 28 aprile alle ore 16,30 in chiesa madre un gruppo di 16 bambini che in questi anni si stanno preparando a ricevere la prima comunione hanno ricevuto il sacramento della Riconciliazione.
Accompagnati dai loro genitori hanno accolto l’abbraccio del perdono di Dio con sincera emozione e grande gioia.
L’armonia che si è stabilita tra catechiste, genitori, bambini e sacerdoti è servito come avvicinamento consapevole a quello per cui da tempo si sono preparati: la prima confessione.
A turno i bambini accompagnati dai genitori si sono presentati davanti al sacerdote.
Alla fine del momento liturgico i bambini hanno raccontato:
“Ero molto agitata e avevo paura di sbagliare qualcosa e di non capire alcune cose. Poi ho avuto coraggio di parlare.“

“Avevo molta paura di sbagliare qualcosa. Ero molto emozionata perché pensavo a come non fare più gli stessi peccati e a come portare nelle mia famiglia felicità, amore e dolcezza.”
“Quando stavo aspettando il mio turno con i miei genitori mi sono molto emozionata. Quando sono arrivata a casa, ero molto felice.”

“Le emozioni provate alla confessione sono state: mi vergognavo un po’ e mi tremavano le gambe, ero molto preoccupato che don Nicola mi rimproverasse per i peccati che ho fatto. Però dopo la confessione ero calma e felice.”

“Ho provato gioia perché era la mia prima volta che vedevo come funzionava la prima confessione, avevo paura che non andasse bene e ho provato gioia, amore e felicità.”

Enza Luppino - Enza Accardi - Patrizia Accardo

8.Torretta Granitola. Raccolta delle fave


Venerdì 29 aprile è stata effettuata, da alcuni operatori e volontari della caritas, la raccolta delle fave biologiche nell'orto sociale.

Il raccolto è stato donato ad alcune famiglie.



9.Nuove famiglie
Sono convolati a nozze nel mese di aprile tre coppie


Portera Emanuele e Catania Laura Antonella


Tramonte Giuseppe e Vaccaro Marianna


Indelicato Gaspare e Palermo Doris

10.Mese mariano

Con la consegna della Madonnina alla famiglia Commare alla messa di mercoledì 4 maggio inizia l'esperienza della Madonnina pellegrina nelle famiglie della parrocchia con la preghiera del santo Rosario. Questo primo itinerario mariano per le case sarà curato dall'azione cattolica.

Un secondo itinerario vedrà la Madonnina della Caritas presente nelle famiglie con momenti di preghiera e il rosario animato da alcuni operatori della Caritas, nell'ambito del progetto la carità e festa.
Infine, dopo la metà di maggio sarà itinerante anche un piccolo simulacro della Madonna di Fatima.

11.Rubrica: Voce alle Famiglie

Andare in chiesa quest'anno per la processione della passione di Cristo è stato particolarmente emozionante.
Vedere l'uscita di Gesù nella bara di vetro, vedere la Madonna con il mantello nero e pregare insieme la Via Crucis rivivendo la passione e la morte di Gesù ci ha fatto riflettere sulla sofferenza di tutti coloro che soffrono sotto i bombardamenti. Per la mia famiglia é stato un anno particolare e abbiamo pregato molto.  È stato emozionante e anche molto bello tornare alla normalità!

NOEMI FASULO


Dopo due anni di pandemia che ci ha privato di tutto, prendere parte alla processione è stata un'emozione unica.
Un assaggio di normalità e un momento intenso di preghiera. Spero tanto che le nostre preghiere siano ascoltate e che questo brutto momento che il mondo sta vivendo finisca al più presto.

ASIA MAGGIO


Fin da piccola ho sempre seguito questa processione con tristezza nel cuore perché vedere Gesù nella bara e la Madonnina dietro con il mantello nero, mi porta a pensare quanta sofferenza Gesù abbia subito. Quest’anno eravamo uniti nella preghiera con la speranza che la resurrezione di Gesù porti in ognuno di noi e nel mondo tempi migliori dopo  questo brutto periodo di pandemia e di guerra.

SOFIA SCAVUZZO


Quest'anno ho affrontato la Via Crucis con uno spirito diverso, probabilmente perché la pandemia e questa atroce guerra hanno condizionato tantissimo il mio stato d'animo e i miei pensieri. Vedere la sofferenza di Cristo e di sua Madre in processione, mi ha toccato moltissimo perché ho rivisto il dolore che tutte le mamme provano oggi, quando salutano i propri figli che partono per combattere e che forse non rivedranno più. Spero che questo momento di forte preghiera possa fermare il dolore e possa darci la forza di affrontare la vita con la gioia del Signore Risorto.

MARIANNA ALÈ


Dopo due anni che non c'era più la processione quest'anno è stata una esperienza bellissima. Portare la croce di Gesù, vedere la Madonna piangere per il figlio che aveva perduto per me é stato molto emozionante. Spero che la processione della passione di Cristo si possa fare ancora e che Gesù possa risorgere sempre nel cuore di tutti noi.

KAREN TRENTO


Quest'anno ho partecipato per la prima volta alla processione della Via Crucis in maniera consapevole perché sono stato impegnato a portare il bastone sul quale ad ogni fermata veniva posato il simulacro della bara di Gesù .Questa partecipazione più attiva mi ha reso attento e consapevole del momento di preghiera collettiva unanime nel chiedere a Gesù, che si è sacrificato per la nostra salvezza, di renderci più buoni perché nessuno soffra per mano di altri esseri umani. Ho capito che gli egoismi degli uomini provocano tante sofferenze ed in cuor mio ho chiesto a Gesù di intercedere per porre fine a questa guerra che ci tocca da vicino e di far finire tutti i conflitti.
Il mondo ha bisogno di pace e di speranza!
Spero tanto che le parole di pace del Papa possano toccare i cuori di tutti i potenti del mondo, per guidare le nazioni verso un rapido percorso di pace per tutti.

VINCENZO MANGIARACINA


Per me la Via Crucis è stata  una bellissima esperienza di amore e tanta emozione, perché non avevo mai portato il Crocifisso.

GIANLUCA CUCCHIARA


Per me è stata una esperienza bella, ho portato il Crocifisso ed ho provato una forte ed immensa emozione.
NICOLÒ GIARAMITA


È stato emozionante partecipare alla Via Crucis e portare la croce su cui presto Gesù sarebbe stato crocifisso. Alla 4^ stazioni leggere l’incontro tra Gesù e sua madre mi ha fatto riflettere sul dolore che oggi tante madri Ucraine stanno provando per i loro figli in guerra e per quelli più piccoli senza più una casa e una famiglia. Spero che le nostre preghiere possano portare sollievo e speranza per chi soffre e pace per tutti.

NICOLÓ DITTA




Riflessioni sulla partecipazione alla via crucis dei ragazzi del 1°anno cresima percorso ACR.

CATECHISTE: Lea Salluzzo, Nadia Gabriele, Vincenza Leggio

Dopo due anni di pandemia, a Campobello ritorna la processione del Venerdì Santo, con la partecipazione di molti fedeli e di noi giovani del catechismo.
Ci stringiamo attorno alle suggestive immagini di Gesù morto e della Madonna Addolorata che ci ricordano i momenti terribili dell’ultimo cammino terreno di Gesù al Golgota.
Tappe che rievocano il dolore della passione di nostro Signore.
Tutti i ragazzi che portano la croce sicuramente hanno davanti le immagini di quella terribile guerra in Ucraina. Il mio pensiero, in quel momento di profondo silenzio, é la preghiera e nient’altro!
Adulti, bambini e ragazzi ci stringiamo a quella croce perché Dio converta i cuori a una volontà di pace.
La pace è più forte dell’odio e della violenza.
Ce lo ricorda il nostro Pontefice: “Con lo Spirito di Gesù possiamo rispondere al male con il bene, possiamo amare chi ci fa del male. Così fanno i cristiani".



ANTONINA BIVONA
2°anno Cresima
Catechista suor Erina














Riflessione di Flavia Marino 2°anno Cresima
Catechista suor Erina












Riflessione di Martina Accardo 2°anno Cresima
Catechista suor Erina


12.Rubrica: Franciscus Papa

“Signori, converti al tuo cuore i nostri cuori ribelli, perché impariamo a seguire progetti di pace; porta gli avversari a stringersi la mano, perché gustino il perdono reciproco; disarma la mano alzata dal fratello, perché dove c’è l’odio fiorisca la concordia. Fa’ che non ci comportiamo da nemici della croce di Cristo, per partecipare alla gloria della risurrezione. Amen“

Preghiera di Papa Francesco, pochissimi minuti prima dell'inizio della Via Crucis al Colosseo.

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